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Giuseppa Calcagno  è nata a Barcellona Pozzo di Gotta in provincia di Messina nel 1826, la sua giovinezza la passò a servire i tavoli di un'osteria fino a quando il l'8 Aprile del 1860 iniziano a scoppiare a Catania forti tumulti e rivolte popolari. In piazza scendono più di tremila catanesi che urlano "Viva l'unità d'Italia!".
L'11 Maggio Garibaldi sbarca con i garibaldini a Marsala e questo non fa che aumentare l'entusiasmo del popolo che combatte contro i borbonici nel tentativo di unificare l'Italia.

Il 31 Maggio le truppe borboniche presiedono la città, la rivolta si fa sempre più accesa e anche Giuseppa decide di unirsi con i rivoltosi nella lotta e rubando un cannone alle truppe borboniche inizia ad usarlo contro di loro, nonostante questa sia la prima volta che la donna usa un cannone riesce a infliggere gravi danni alle truppe nemiche, tuttavia invece di venir decorata per la sua impresa le viene assegnato l'incarico di vivandiera della Guardia Nazionale.

Fu così che la donna decise che nelle battaglie successive si sarebbe travestita da uomo e avrebbe combattuto come tale. In seguito per i suoi atti di eroismo il Governo italiano le conferì la medaglia d'argento al valore militare e una pensione di nove ducati al mese.

Giuseppa Calcagno non fu l'unica donna che decise di vestirsi da uomo per poter combattere per l'unità d'Italia, dai diari di Giuseppe Garibaldi, leggiamo che nonostante avesse proibito alle donne di partecipare alla sua spedizione, si trovò spesso a doverne mandare a casa diverse che con capelli corti e abiti maschili e col seno fasciato tentavo di unirsi agli altri suoi uomini. La stessa Anita Garibaldi vestì in abiti maschili e lottò al fianco di Garibaldi.


 
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