池田 理代子Riyoko Ikeda----------------------------------------------


Lo scorso 26 Novembre 2020, Riyoko Ikeda ha pubblicato, tramite Shueisha il suo primo Songbook dal titolo "Ossa solitarie (歌集 寂しき骨)", al cui interno la nostra autrice tratta di 11 temi personali e importanti.

Quello che qui di seguito vi presentiamo  è il primo grande tema dedicato al suo rapporto con il Padre, già protagonista di molte interviste di Riyoko Ikeda (vd intervista Romics 02 Ottobre 2010).

a cura di Giuseppe

Mio padre e la guerra 

Ogni volta che il 15 di Agosto si avvicina, in televisione trasmettono i documentari sulla guerra (ndlLuca seconda guerra mondiale). Quest’anno a causa della pandemia da Coronavirus è stato tutto diverso, ma solitamente questo periodo coincide anche con l’apertura degl’infuocati tornei di baseball delle scuole superiori allo stadio Koshien.

Per quelli come me che non vogliono perdersi nessuna delle due trasmissioni televisive, ma sono poco esperte con la tecnologia, queste giornate sono sempre caratterizzate da momenti di ansia per riuscire a registrare correttamente il video di uno dei due.
Quello che mi affascina di più di questi atleti, che cosparsi di polvere e sudore inseguono la palla con la massima tenacia, è proprio il loro sovrapporsi alle immagini dei soldati in guerra. Un tempo a quella stessa età, molti di loro, ancora con tanta vita davanti, sarebbero caduti in guerra.
Avvolta da sentimenti di tristezza e compassione, i miei occhi si incollano allo schermo, mentre scorrono le immagini dei giocatori e contemporaneamente dei soldati che lottano per la vittoria perdendo la vita. A volte ho anche l’assurda sensazione e speranza di intravedere tra quelle immagini in bianco e nero del documentario, la figura di mio padre da giovane.

Eppure da giovane ricordo che non riuscivo a controllare il mio risentimento nei confronti dei soldati giapponesi, inviati a infliggere dolore agli abitanti della Cina e delle zone più a sud. Ed era proprio questo a frenarmi dal parlare della guerra con mio padre.
Mio padre fu arruolato e spedito in Cina e poi al sud. Come molti altri soldati fu spinto a combattere strenuamente nelle isole del sud e lì fu imprigionato, tuttavia riuscì a sopravvivere e a ritornare in Giappone. Sposò poi mia madre e nacqui io.
Con il passare degli anni ho cominciato a provare gratitudine per la mia nascita, che definisco un miracolo. La gratitudine è per mio padre, che riuscì a sopravvivere e a ritornare in Giappone e per tutti quei soldati valorosi che hanno fatto ritorno al proprio paese.

 

Padre che sei sopravvissuto e tornato dalla guerra, per donare a me la vita
prigionieri condotti sul fondo di una nave senza sapere del proprio destino,
prigionieri che emersi dal fondo della nave vedono dinanzi a sé il monte Fuji
prigionieri dalle urla rotte dal pianto, per cui il monte Fuji è la terra natia
Giovane figlia che hai solo sentito parlare delle isole del Sud
Soldati pieni di vergogna per essere andati in guerra tardi o per non essere partiti affatto
Soldati che hanno vissuto giorni inenarrabili, dove una pallottola decide di una vita.

 

Mio padre fu ferito in guerra, contrasse la malaria e fu sottoposto perfino ad un’operazione con segamento, senza anestesia, delle ossa, ma e’ vissuto fino all’età di 85 anni. Era un uomo splendido; bello, responsabile, vivace, testardo e appassionato di sport.
A 60 anni ebbe un infarto del miocardio e fu sottoposto ad un delicato intervento chirurgico di otto ore per collegare un bypass, operazione ancora rara all’epoca. Sopravvisse anche ad un’operazione di inserimento di un impianto di titanio nel femore, ma fu proprio  mentre si recava ad una seduta di riabilitazione post-operatoria che inciampò, venne subito ricoverato in ospedale dove rimase fino alla sua morte.
Noi quattro fratelli ci alternavamo per assisterlo, tuttavia il destino volle che la sua morte sopraggiungesse proprio durante il mio turno. Non avrei mai immaginato che sarei stata io, la figlia più infedele, ad accudirlo nel momento della sua morte. Non mia madre, non l’altra figlia, che l’avevano in adorazione molto più di me. Di questo, ancora adesso sono a mio padre profondamente riconoscente.

Mi manchi Papà,
In quei giorni tipici del periodo Showa, quando accoccolata a guardare uno sceneggiato televisivo, quella volta, come assalito da un demone, mi picchiasti, mentre io ti urlavo improperi;
Quando ho capito che non poteva esistere altro uomo come te, se non al limite un figlio maschio; Quando entrata silenziosamente nella stanza d’ospedale ti ho sentito sussurrare “sono contento che tu sia mia figlia”;
Quando mi hai detto “ti affido tua madre” ed io ho risposto “ci penserò io”;
Papà, che hai trascinato attraverso la giungla un commilitone ferito, che sei arrivato in fin di vita per donarla a me,
Il titanio risplende tra le ceneri delle tue ossa,
Le bianche ossa che riposano tristi nel suolo di Asuka, dove puoi sentire ancora la campana dell’alma mater.

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Riyoko IkedaE' possibile acquistare il Songbook di Riyoko Ikeda "Ossa solitarie (歌集 寂しき骨)" direttamente sul sito internet di Shueisha al seguente link: https://books.shueisha.co.jp/items/contents.html?isbn=978-4-08-775451-3

Per maggiori informazioni v'invitiamo a visitare la sezione dedicata ai libri di Riyoko Ikeda all'interno del Riyoko IKeda Fan Site: I LIBRI.

 

 

 

 
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