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Se c’è un’opera che incarna la maturità artistica e narrativa di Riyoko Ikeda, quella è senza dubbio "La Finestra di Orfeo (Orpheus no Mado)". Una saga monumentale, durata ben sette anni di serializzazione, capace di intrecciare il romanticismo del melodramma con la crudezza della storia d'Europa.

La genesia di "La finestra di Orfeo" è stata del tutto casuale nella mente di Riyoko Ikeda che subito fopo la  aver concluso la faticosa serializzazione de "Le Rose di Versailles"  decise di concedersi una pausa per viaggiare in Europa insieme a due amiche e colleghe mangaka, Toshie Kihara e Yoko Tadatsu.

L'idea iniziale era quella di girare il continente senza troppi piani. Salite su un treno diretto da Vienna verso la Germania, al calare della sera decisero semplicemente di scendere alla prima stazione che potesse ispirarle a volere visitare la città. Quella fermata fu Ratisbona (Regensburg).

La mattina seguente al suo risveglio la Sensei Ikeda si affacciò alla finestra del suo hotel e rimase totalmente rapita dalla bellezza fiabesca della città, con la sua architettura antica, le sue chiese e i suoi palazzi d'epoca. In quel preciso istante scattò la scintilla: Ratisbona sarebbe diventata il teatro del suo prossimo lavoro.

La città non offirà solo uno spunto per il luogo della storia, ma anche spunti per i spunti per i suoi personaggi.

Se nella prima parte del manga si respira l'aria romantica della Baveria, il manga, nella sua seconda, ci proietta nei tumulti della Rivoluzione Russa. Per documentarsi su quest'epoca, Riyoko Ikeda affrontò un viaggio di ricerca nell'Unione Sovietica degli anni '70, in pieno clima di Guerra Fredda.
Ottenere i permessi per visitare i luoghi delle sue ricerche non fu semplice dovendo anche dichiarare che avrebbe trattato la rivoluzione in modo non ostile o antirivoluzionario.  All'interno dell'artbook "Das Fenster von Orpheus" (2005) Riyoko Ikeda racconta che durante un viaggio la linea ferroviaria della Transiberiana, scorgendo dalla finestra un treno militare carico di carri armati, Ikeda cedette alla tentazione di scattare una fotografia: il rullino le fu immediatamente sequestrato dalle guardie sovietiche. Inoltre, il freddo era talmente pungente da congelare l'inchiostro delle penne, rendendo impossibile fare schizzi dal vivo all'aperto. Senza la possibilità di usare liberamente la macchina fotografica o il blocco da disegno, la Sensei dovette fare affidamento quasi esclusivamente sulla propria memoria visiva, per poi ricostruirlo a matita una volta al sicuro nella stanza d'albergo.
Le immagini della ferrovia, della neve infinita e della durezza del paesaggio russo attraversato dai treni siberiani  duranter il tragitto di Aleksej  (nella terza parte del manga) verso la Siberia attingono direttamente dal senso di isolamento che la stessa Ikeda aveva sperimentato durante quel lungo viaggio.

Il manga di "La finestra di Orfeo" si caratterizza nell'unire al suo interno due grandi passioni di Riyoko Ikeda, la musica e la storia con le lotte politiche rivoluzionarie. Quando durante un'intervista le fu chiesto perché decisde si unire questi due temi all'interno della sua opera, la su risposta fu molto semplice: "Volevo disegnare un manga sulla ed uno sulla rivoluzione russa... così le ho messe insieme!"

Il manga viene inzialmente  serializzato tra le pagine della rivista per ragazze Weekly Margaret,  tuttavia a causa dei temi che di episodio in episodi si andavano a delineare si decise di trasferirla su Monthly Seventeen, una testata rivolta a lettrici più adulte e pronte ad accogliere temi complessi, maturi e tragici e lasciare così la piena libertà a Riyoko Ikeda nel suo svolgimento.

Nel 1981 La Japan Cartoonists Association (in giapponese Nihon Mangaka Kyōkai, 日本漫画家協会), l'associazione professionale ufficiale che rappresenta i fumettisti e i mangaka in Giappone, ha conferito, a "La Finestra di Orfeo", il premio come migliore sceneggiatura per un manga e nel 2017 ha confermato il proprio pensiero inserendo nella propria lista dei 100 manga da tramandare e fare leggere alle generazioni successive.

"La Finestra di Orfeo" resta ancora oggi il capolavoro più ambizioso di Riyoko Ikeda: un affresco storico nato per caso in una sera d'autunno in Germania, e trasformato dalla sua autrice in una delle pagine più memorabili della storia del fumetto giapponese.

 

 
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