ベルサイユのばら
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Prima di potere esprimere ogni pensiero su questa nuova trasposizione del manga di Riyoko Ikeda di "Le Rose di Versailles" è bene ricordare che il progetto non nasce come remake dell'anime della TMS del 1979. Esso, infatti, con quest'ultimo non condivide niente se non il materiale di partenza e i personaggi creati nel 1972 dalla sensei.

Liberi da questo pensiero non possiamo esimerci dall'osservare che il lungometraggio sceneggiato da Tomoko Komparu e diretto da Ai Yoshimura non presenta dei suoi difetti.

Il punto di centro del film sono le relazioni tra i personaggi e la loro crescita come umani nella ricerca della propria strada. Spesso torna come leitmotiv la frase "L'amore è qualcosa che arriva come Icaro: è un desiderio irresistible, tormenta il cuore come una tempesta".

A volte ho sentito la necessità di scene di raccordo mancanti all'interno della narrazione. Un primo esempio è  l'incidente a cavallo di Maria Antonietta in cui si viene catapultati direttamente in azione e dove assistiamo a Re Luigi XV dichiarare colpevole André di avere provocato il ferimento della Delfina di Francia, ma senza assistere o sapere di più dei fatti. Similmente accadrà poco più avanti quando Oscar decide di unirsi con i soldati della Guardia Reale al popolo francese, e il Colonnello d'Agoult scompare dalla storia al passaggio da un'inquadratura all'altra.

Della struttura narrativa ho apprezato l'inserimento dei brani musicali che permettono di comprendere i sentimenti dei personaggi e le loro emozioni, ne è un esempio la canzone che fa di apertura al lungometraggio "The Rose of Versailles" dove i quattro protagonisti (Maria Antonietta, Oscar, Fersen e André) sembrano accettare e conoscere già il loro destino (cit. Nonostante il destino vivremo con amore) sin dall'inizio dove ci mostrano Maria Antonietta osservarsi da uno specchio mentre percorre la strada che la porterà alla ghigliottina.

Le musice richiamano tutte il pop e hanno delle melodie moderne, molto orecchiabili, che uniscono il giapponese all'inglese e al francese. Nell'originale (e nell'edizione inglese) sono cantate dagli stessi doppiattori dei personaggi, mentre nell'edizione italiana della pellicola esse sono lasciate con l'audio giapponese e i sottotitoli in italiano.

In un'intervista la regista della pellicola,  Ai Yoshimura ci dice "...le canzoni sono un elemento imprescindibile anche sul palco della Takarazuka, la combinazione tra Le Rose di Versailles e la musica vanta una grandissima affinità naturale. Per questo ho pensato: perché non fare un film d'animazione che utilizzi la musica in questo modo? [...]Desideravo melodie orecchiabili e d'impatto. Il punto di riferimento che avevo in mente era l'atmosfera di The Greatest Showman . Naturalmente, a seconda del brano, ci sono sfumature e accenti differenti.".

La prima parte del lungometraggio si svolge all'interno della corte di Versailles e si concentra sul rapporto tra Maria Antonietta e Fersen; la seconda parte si svolge prevalentemente a Parigi e sviluppa il rapporto tra Oscar e André. Se il personaggio di Oscar acquisisce e mantiene una forza interessante, grazie allo sviluppo della sua ricerca di una strada personale, rappresentativa del suo pensiero e volere, il rapporto tra lei e Maria Antonietta non riesce a trasformarsi nell'amicizia del manga, ma rimane nella stima e nella fiducia del loro ruolo, il che rende la scena del loro addio meno emozionante. Cosa che invece non si può dire del rapporto tra Maria Antonietta e Luigi XVI dove con poche parole nel corso della prima parte e una scena verso la fine hanno dato la giusta profondità al loro rapporto e al personaggio del Re di Francia, stessa cosa succede nel rapporto tra Oscar e De Girodelle che permette alla prima di prendere coscienza dei suoi sentimenti verso André.

Sempre Ai Yoshimura, parlando del lungoetraggio ci dice "La prima metà del film è caratterizzata da colori caldi e sfarzosi, mentre la seconda metà vira verso tonalità più cupe e fredde per riflettere il periodo di povertà e i tumulti rivoluzionari. Se guardiamo alla realtà storica, le condizioni igieniche della Francia dell'epoca erano pessime e le strade erano incredibilmente sporche; tuttavia, trattandosi dell'adattamento di uno shōjo manga cardine, ho ritenuto che non fosse necessario spingersi fino a quel livello di crudo realismo visivo.".

Tutte le scene ambientate durante i tumulti del 13 e 14 luglio 1789 sono molto ben animate ed è interessante come viene rappresentata la morte di André e Oscar. Entrambe, infatti, avvengono al culmine di una lunga battaglia, dove la loro sofferenza intima e personale si scontra con la felicità del popolo francese che conquista la libertà, l'uguaglianza e la fraternità.

Ho apprezzato molto la scena post crediti e la scelta di raccontare gli avvenimenti principali della Rivoluzione Francese tramite dei cartelli durante i titoli di coda.

 

 
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